
Qualche anno fa, se avevi cinquemila euro, oppure l’equivalente in lire, dollari o conchiglie, potevi andare da un uomo di nome Pietro, in un capannone umido, e uscirne con una 300ZX. Certo, i fari a funzionavano solo nei giorni festivi e l'abitacolo puzzava di disperazione e vecchi sigari, ma avevi una Nissan, oppure intercettavi la 350Z maltrattata da un ragazzo a pochi spicci. Era un mondo onesto.
Oggi, se provi a comprare una qualsiasi auto che abbia un briciolo di anima, un cambio manuale o, Dio ve ne scampi, la trazione posteriore, ti scontri con una realtà più spaventosa del prezzo attuale della benzina alla pompa.
Il Fenomeno "Investimento" (o come del tesoro del drago)
Il mercato delle auto sportive è diventato un reparto di psichiatria a cielo aperto.
La colpa? In gran parte, è di quegli individui che passano la giornata a parlare davanti a una telecamera montata su un treppiede: gli YouTuber. Mi dispiace per chi ho seguito fin dalla nascita e che porta dei contenuti come Marchettino o chi vuole ancora fare impresa tramite gli unici canali caldi come Valerio Pisanelli, loro ed altri, li stimo ma non posso dire lo stesso di chi per venti minuti tenta di venderti il segreto del fumo a suo personale beneficio ed a discapito di tutto il resto. Non posso neanche decidere di cambiare “canale” perchè You Tube Italia si uniforma ad ogni ondata in una versione più virulenta e favorevole all'algoritmo-dio che neanche il Covid nel 2020.
Un tempo, YouTube era un posto dove la gente mostrava come riparare un tosaerba o filmava gatti che cadevano dai divani, un Americano ti mostrava come tagliare le molle o smontare il motore di un razzo. Era un evoluzione del forum, con le sue mille foto che improvvisamente prendevano vita grazie allo streaming. Una roba potente come il Cinema. Era una community. Oggi, è un centro commerciale globale dove ogni "creatore" con un taglio di capelli discutibile e troppa caffeina in corpo decide che, urlare per ore sia informazioni od intrattenimento. Una Toyota arrugginita diventa coprotagonista di un sogno lucido, illudendoci di poterla trasformare nel nostro reale sogno, non è più un’auto vecchia, ma un “investimento leggendario o l'ultimo dei grandi tesori da scoprire, oppure un esperienza”. Finendo in bocca ai vecchi goblin speculatori che come Draghi medioevali erano addormentati su quel tesoro da secoli ed aspettavano solo di avere un loro vassallo…
Non è questione d'intrattenimento che sarebbe in base al format (se c'è) anche legittimo e magari pure piacevole come “Road Kill” dove due ragazzi comprano un catorcio allo sfascio da sistemare sul posto e con il quale faranno diecimila km dopo tre giorni. Sono gusti. Però il più delle volte su You Tube Italia avviene una lunga e tediosa pubblicità mascherata da contenuto e si segue un reality su un ragazzo che fa cose. Ogni canale un tempio, ogni bacino di utenza praticamente una setta.
Le opinioni diventano dogmi…
Non a caso ho iniziato a definirlo culto del dio macchina…
Risultato? Il prezzo sale. Non perché l'auto oggetto del video sia migliorata, sono sempre quelle al 99%, hanno ancora i freni di un carrello della spesa e il telaio fatto di formaggio, troppi km e problemi per migliaia di euro, ma perché qualcuno con tre milioni di iscritti ha fatto un video intitolato: "La mia JDM da 800hp full carbon a Dubai".
E noi, come pecore che seguono un pastore con l’anello al naso, abbiamo iniziato a crederci che quello sia il nuovo mondo del motorismo. Dove un bodykit costa 39k e lo stipendio di un Operaio non copre le spese della pellicola wrapping. Non tutto è per tutti ma il troppo di oggi sotto i riflettori senza conoscere i retroscena e come si possa arrivare a tanto genera già di suo un problema sociale ma applicato alle vettura ha scatenato il caos.
Se quella vecchia JDM vale 100.000 euro perchè proprio la mia “ X ” in garage sarebbe da meno? Beh per tanti motivi, gli stessi del perchè una Toyota Supra di Smokey Nagata con il trapiantato V12 non può essere paragonabile alla gemella aspirata ed automatica od ad un lavoro fatto in modo colalterale solo per venderti report CarVertical.
Il sogno e la realtà hanno ormai preso vie completamente diverse e narrazioni parallele.
Inoltre rifletterei che quando tutto, ma proprio tutto, comincia ad essere inarrivabile e si autoalimenta con paragoni grotteschi, che è inutile ripetere perchè avete anche voi l'amico del “con quello che costa il pane cit." va a finire che in realtà non vale più niente. Se tutto è inestimabile, non vale niente. Andrebbe aperta una parentesi sul valore del denaro ma non siamo pronti.
Aveva più senso l'antico ragionamento dove era un “bagno di sangue” ogni cambio vettura e le modifiche non portavano ad alcun valore? Commercialmente sì. Teoricamente era un circolo per smanettoni e sono contento che sia passato almeno sulla carta un altro concetto però…
Le “belle auto” spesso erano altro ed in generale se fino a qualche anno fa era possibile esibirsi in acquisti di getto anche stupidi e iniziare a divertirsi lo si faceva anche per una vasta disponibilità di progetti mai terminati da taluni e la volontà di cambiare auto e salire su un nuovo cavallo degli altri.
Le auto nuove si svalutavano presto!
Oggi dove tutto è inestimabile si è creato dell'immobilismo dove ognuno vuole, usando un vecchio modo di dire, la botte piena e la moglie ubriaca. Fatto sta che tutto viene pompato da video-show nei quali di vero c'è poco e questo “Hollywood” fatto in casa è alla base di qualunque rivalutazione da fine del mondo. Se aggiungi anche contesti economici che hanno favorito l'idea che speculare su qualunque vettura fosse la scelta più logica dopo le opere d'arte, gli nft, le cripto etc.
Diventa un investimento la macchina del nonno, la vecchia coupè, qualsiasi cosa sia definibile come “dalla bella linea” da uno YouTuber. I km si cristallizzano etc etc.
Il vero listino dei prezzi lo fanno i video…
Nel 2026 aleggia un certo caos nei saloni e nelle esposizioni. La gente è cambiata e le generazioni si sono giustamente susseguite. Tutti sanno cosa sono le Youg Timers che a dire il vero ormai hanno anche più di trenta anni. Poteva essere una bella occasione per scoprire nuove classiche da parte delle generazioni più giovani ed in parte così è stato a sfavore delle oldtimer ormai “museali” eppure tutto si è guastato con quel tipo d'informazione da 10s d'attenzione.
Non è mai stato per tutti il “Motorsport” ma se una NSX valeva 9k ed una Ferrari 360 qualche decina di migliaia di euro in più c'era un grosso spazio dove trovare la propria dimensione anche con auto da cinquemila euro.
La cultura della “Reaction”
Ma non è solo una questione di soldi. È una questione di spirito. Se entri su YouTube oggi per cercare "passione automobilistica", verrai sommerso da:
Reaction alle reaction: Un tizio che guarda un video di un altro tizio che guarda un video di una Lamborghini che fa rumore. È l'equivalente digitale di guardare qualcuno che mangia un panino sperando di sentirne il sapore oppure peggio ma ci siamo già capiti.
Video che sembrano tutti fotocopie. Stesse miniature con facce scioccate, stesso tutto, un enorme pubblicità a qualche servizio online che sta vivendo solo di quello o a qualche azienda disperata che deve regalare la qualunque allo Youtuber nella speranza che si venda il Pandoro Ferragni di competenza. Per non parlare di quelli che sfasciano le auto o di qualsiasi video collaterale che usa le macchine solo per fare views e monetizzare. Ogni fatto va milkato all'infinito e come nel Wrestling si creano dinamiche tra fazioni del tutto pretestuose e finte. Alla fine sono video che intrattengono in pausa pranzo grazie al doom scrolling.
La Fine della Community: Non si parla più di quanto sia bello fare un giro all'alba, della propria abilità nel fare qualcosa in modo DETTAGLIATO per farlo riprodurre GRATUITAMENTE dai propri follower e lettori. Tutto va monetizzato. Si parla di "reach", di "engagement" e di come venderti un corso su come diventare ricchi a DUBAIU con le criptovalute mentre sei seduto sul cofano di una Ferrari, oppure, fingono d'essere interessati ad un certo argomento per poi rifilarti, ultimamente, persino le lotterie, servizi di ogni genere etc.
"Abbiamo scambiato il grasso sotto le unghie dei garage, anche artigianali, con video di venti minuti dove due uomini adulti urlano in auto mentre accelerano. E il risultato è che una BMW la vedi solo da lontano."
Siamo arrivati al punto in cui l'auto sportiva non è più un mezzo di trasporto o un generatore di adrenalina, ma un accessorio di scena per un video da venti minuti e un secondo (così ci mettono due pubblicità).
Il vero "spirito da community" è morto sotto i colpi di un montaggio frenetico e di una fame insaziabile di visualizzazioni e notorietà. Se volete un’auto sportiva oggi, il mio consiglio è questo: spegnete il router, uscite di casa, scollegatevi dai dati online, trovate un vecchio annuncio su un giornale cartaceo o se proprio dovete usate la rete per quello che serviva quando ci divertivamo e pregate che il proprietario sia appena uscito da un bunker antiatomico dopo venti anni almeno di reclusione.
Altrimenti, rassegnatevi: la prossima volta che vorrete comprare una Porsche, una Nissa, una Toyota, dovrete prima vendere un rene e poi ringraziare un ragazzino e qualche finto giovane che urla “Bella a tutti ragazzi" per averne raddoppiato il valore in modo fittizio un pomeriggio. Anche se ci sarà lo stesso volante di Temu di chi invece andava a scassarla per strada.
